DORMIRE ECONOMICO VICINO A PETROLCHIMICO DI FERRARA - Bed & Breakfast La Corte di Occhiobello

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PETROLCHIMICO DI FERRARA



QUANDO VUOI DORMIRE ECONOMICO
VICINO A PETROLCHIMICO DI FERRARA
La Montecatini iniziò ad inglobare e trasformare l'impianti che furono della S.A.I.G.S., e a costruirne dei nuovi, è in questo periodo che il polo, per la prima volta, inizia a produrre derivati del petrolio. A pochi anni di distanza, viene costruita anche una nuova struttura, adibita alla produzione di fertilizzanti azotati.

Nel 1954, viene realizzata una filiera, sviluppatasi sulla scia del boom petrolifero di quel periodo, essa traeva la materia prima, il petrolio, dalle navi cisterna provenienti dalla vicina costa adriatica e, tramite oleodotto, giungeva a Ferrara, per essere sottoposto al cracking e alla lavorazione dei suoi derivati. Lo stabilimento quindi era in grado di ottenere, partendo dal "cracking termico", tutti i principali prodotti petrolchimici come le olefine (etilene e propilene), prodotti intermedi (ossido di etilene, alcol, stirolo) e anche prodotti finiti (politene, polipropilene, terital, polistirolo e gomma). Sempre nel 1954, a sottolineare la grande innovazione di Ferrara all'interno del gruppo Montecatini, Giulio Natta scopre il polipropilene isotattico "Moplen"; grazie a lui, nel 1957, a Ferrara viene costruito il primo impianto al mondo per la polimerizzazione del propilene

Ma in questo periodo, a fare da contraltare alle numerose scoperte e successi nel campo della ricerca, vi furono alcuni errori industriali a sfavorire la crescita, come la ricostruzione dei medesimi impianti dell'anteguerra e lo sviluppo disordinato all'interno del polo stesso. Furono sicuramente queste le cause che dettarono uno stato di difficoltà nel quale la Montecatini versò nei due decenni successivi al secondo conflitto mondiale.

Sul sito di Ferrara, gravarono sicuramente anche i grandi errori finanziari subiti dalla Montecatini stessa per far fronte alle ingenti somme che l'azienda spese per la creazione dell'impianto di Brindisi (iniziato nel 1959), che soffrì anch'esso di un'inadeguata strategia industriale che rese la sua costruzione fonte di debito. Per venire incontro alla crisi, l'azienda tentò alcune strategie per il recupero di denaro sino ad allora speso, come l'acquisto della Sade e l'instaurazione di una joint venture con la Shell.

 
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