PIATTI TIPICI - B&B La Corte

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PIATTI TIPICI

I pinzini fritti a Ferrara.
A Ferrara e provincia questo piatto povero si distingue principalmente per l’antica usanza di bucherellare l’impasto con una forchetta prima di ricavarne delle forme circolari. La tradizione che si è tramandata oggi a Ferrara prevede anche che dall’impasto si ricavino forme rettangolari e sottili, così da ottenere dei pinzini fritti sfogliati ricchi di bolle e squisitamente fragranti.
Per mantenere il forte legame con il territorio emiliano, il pinzino perfetto va quindi gustato in abbinamento con i più rinomati salumi locali e servito insieme a ricchi taglieri di prodotti tipici dell’Emilia Romagna:
  • Mortadella di Bologna IGP
  • Prosciutto Crudo di Parma DOP 36 mesi
  • Salamina stagionata Ferrarese
  • Coppa piacentina
  • Culatello di Zibello DOP
  • Salame ZIA Ferrarese
  • Salame Felino

Il pasticcio di maccheroni alla ferrarese.
Chiamato pasticcio di maccheroni o pasticcio alla ferrarese (o pastiz in dialetto ferrarese), è un primo piatto tipico della città di Ferrara.
Si presenta come un involucro di pasta frolla dolce a forma di cupola ripieno di maccheroni, ragù, besciamella e tartufo, il tutto cotto al forno in un apposito contenitore di rame.
La sua particolarità risiede nell'accostamento fra il dolce dato dalla pasta frolla con il salato del ripieno. Data la sua complessità di esecuzione, viene ritenuto un piatto molto raffinato e necessita di una buona manualità nelle fasi di preparazione.
La storia del pasticcio ferrarese risale al Rinascimento dove, nelle corti ducali Estensi, vi era la consuetudine di preparare pietanze fatte con ingredienti diversi al fine di poterli conservare nel tempo, da qui la forma a cupola che serve appunto a "racchiudere" gli ingredienti.

Cappellacci di zucca Ferraresi.
Anche detti capellacci ferraresi o capellacci estensi, sono un tipo di pasta ripiena simile ai tortelloni, di produzione tipica della provincia di Ferrara, hanno ottenuto il riconoscimento I.G.P. nel 2016.L'origine dei cappellacci di zucca si inserisce nell'antica e popolare tradizione culinaria di paste ripiene dell'Italia settentrionale.
La prima testimonianza scritta risale al 1584, nel ricettario di Giovan Battista Rossetti, scalco della corte estense durante il regno del duca Alfonso II d'Este.
In tale ricettario vengono ancora chiamati "tortelli di zucca con il butirro", ma nei secoli successivi assumeranno la denominazione di "cappellacci", anche differenziandosi dai tortelli di zucca per forma ed ingredienti.
Vengono gustati nelle varianti "Burro e salvia" e al Ragu' di carne di Ferrara.
Il termine Cappellaccio o il suo equivalente dialettale ferrarese, Caplàz, si riferisce alla forma simile ad un cappello di paglia tipico dei contadini del secolo scorso.
Secondo altre fonti è invece un maggiorativo-dispregiativo dei simili cappelletti, richiamandone le maggiori dimensioni, la forma più rozza e, probabilmente, le minori proprietà nutrizionali.

La salama da sugo,
o anche salamina da sugo, è un salume particolare di carni di maiale tipico della provincia di Ferrara da consumare dopo cottura. Le vengono riconosciuti i marchi IGP e DOP.
Solitamente la salama viene consumata calda.Si può procedere rimuovendo la parte superiore ed estraendo la carne con un cucchiaio oppure togliendo interamente la pelle e presentandola ancora intera in un recipente adatto a raccogliere il sugo che esce durante il taglio a fette o a spicchi. Il contorno tradizionale è il purè di patate al quale si aggiunge un cucchiaio del sugo rosso che esce durante il taglio della salamina. Molti altri contorni sono possibili ma tutti meno usati. Viene preparata macinando varie parti del maiale quali coppa del collo, guanciale, polpa magra derivante dalla rifilatura della coscia, destinata alla produzione del prosciutto e dalla spalla, si aggiunge una piccola percentuale di lingua e fegato, alle quali, nella ricetta contemporanea, vengono aggiunte sale, pepe, noce moscata.

La Torta Tenerina.

La torta tenerina è un dolce tipico della città di Ferrara, che grazie alla sua golosità ha conquistato tutto il paese... nessuno infatti riesce a resistere ad una fetta di questa fantastica torta al cioccolato!
Sarà merito della fragrante crosticina esterna o della sua consistenza fondente che si scioglie in bocca ad ogni assaggio? Noi ci siamo innamorati di entrambi, ma una cosa è certa: il suo intenso sapore di cioccolato mette d'accordo tutti!
La torta tenerina è una torta con pochi ingredienti, senza lievito che ha la particolarità di rimanere bassa e umida all'interno, proprio come il nome suggerisce: nel dialetto ferrarese veniva chiamata anche " Torta Taclenta", che in italiano significa appiccicosa.

Panpepato Ferrarese
Il Panpepato Ferrarese.
In occasione delle festività è difficile non trovarlo sulle tavole dei ferraresi, soprattutto a conclusione del grande pranzo natalizio, ma bisogna ammettere che è sempre più diffusa la prassi di consumarlo anche in altri momenti dell’anno.
ALLE ORIGINI DEL PAMPAPATO
Zucchero, farina, miele, mandorle, pinoli, frutta candita e spezie di vario genere (come cannella, chiodi di garofano e noce moscata) sono alla base di questa nobile ricetta, a cui non manca una dolce coperta di cioccolato extra-fondente.
Pochi e gustosi ingredienti conferiscono al Pampapato una morbidezza leggera nell’impasto (è infatti uno dei pochi dolci senza grassi: privo di uova, latte, burro, olio o strutto), mescolata al sapore del cioccolato l’aroma delle spezie.
Al di là delle diverse denominazioni (Pan del Duca o Pampapato / Panpepato), sui quali in molti hanno già disquisito in passato, è plausibile che l’origine di questo dolce sia da collocare nella piena età Rinascimentale; più precisamente tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600, all’interno delle cucine del Monastero del Corpus Domini, nell’antico quartiere di San Romano a Ferrara.


... e tante , tante...ma tante altre golosita' e specialita' gastronomiche.
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