DORMIRE ECONOMICO VICINO A POLO CHIMICO FERRARA - Bed & Breakfast La Corte di Occhiobello

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POLO CHIMICO
MONTEDISON DI FERRARA



QUANDO CERCHI DA DORMIRE ECONOMICO
VICINO A POLO CHIMICO MONTEDISON DI FERRARA
La Edison aveva avuto alcuni timori riguardo al suo futuro nel campo energetico dopo che, nel 1950, la fornitura di energia elettrica del comune di Milano venne municipalizzata. A fronte di questo evento, subito l'azienda cerco di diversificare le sue attività, soprattutto verso il settore della chimica, ove vista la notevole quantità di energia elettrica utilizzata nei vari processi, vide buone prospettive di sviluppo.

Malgrado i notevoli sforzi, i risultati non ripagarono le speranze riposte, infatti numerose erano le lacune in campo tecnologico, dettate sia dalla scarsa esperienza in settore complesso come quello chimico sia dalla bassa quota di mercato guadagnata rispetto ad un efficiente utilizzo della capacità produttiva creata. Quando l'energia elettrica intraprese il percorso della nazionalizzazione, nel 1964, gli impianti di produzione dell'energia legati agli impianti di produzione rimasero privati, così la Edison mantenne qualche impianto. La fusione, quindi, si rese necessaria data la concorrenza internazionale, che richiedeva impianti energetici su larga scala, come testimoniato dai numerosi accordi di questo tipo, in questo campo. Oltre a questa motivazione, la Montecatini aveva bisogno di capitali per investimenti, dato il suo patrimonio di conoscenze e brevetti, accompagnati da grandi programmi di investimento, mentre la Edison disponeva di notevoli mezzi finanziari. In quest'ottica, la fusione era sicuramente la via giusta per molti motivi, così l'operazione venne appoggiata sia dal mondo industriale e finanziario, sia da quello politico. Nel campo della chimica industriale, le due aziende presentavano una gamma di prodotti speculari e complementari, data la non omogeneità delle stesse e avendo diversificato le attività per i vari motivi che si erano presentati prima della fusione. Numerosi erano i vantaggi che si sperava di ottenere successivamente alla fusione, tra cui:
Aumento della produzione in ambito comunitario
Economie di scala derivanti dalla standardizzazione e dalla concentrazione della produzione
Incremento dell'efficienza degli investimenti a seguito di strategie comuni
Riduzione dei costi di trasporto
Ampliamento dei programmi di ricerca e sviluppo
Miglioramento della distribuzione a seguito di un incremento quantitativo e qualitativo dei prodotti
Organizzazione semplificata dell'ambito commerciale
Migliore organizzazione del sistema vendite e magazzino

Venne nominato presidente della nuova società, Giorgio Valerio, già presidente della Edison, non senza contrasti con i dirigenti Montecatini, che si sentivano depauperati della loro condizione di fondatori della chimica italiana e provavano forte risentimento verso la Edison, che aveva "invaso" il loro campo.

A Ferrara i frutti di questa nuova gestione non si videro, infatti dal 1962 non venne attuato nessun programma di sviluppo, dato il progressivo invecchiamento degli impianti; anche il Centro Ricerche subì un calo di addetti del 30% a cavallo degli anni 1965-1966. Nel 1969 le organizzazioni sindacali ferraresi riuscirono ad ottenere la promessa sugli investimenti per interventi per circa 50 miliardi di lire in cinque anni per la riconversione degli impianti obsoleti, investimento che bastò appena a mantenere intatto il livello occupazionale fino ad allora raggiunto

 
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