Cosa mangiare quando si viene a Ferrara ? Secondi piatti - Bed & Breakfast La Corte di Occhiobello

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PIATTI TIPICI FERRARESI.
Cosa Mangiare quando sei a Ferrara.

Secondi piatti:


- Insaccati:
»La salamina da sugo :bandiera gastronomica e tipico piatto natalizio di Ferrara; è un isaccato di carni suine macinate e condite con vino, aglio e spezie. Stagionata dai 6 ai 12 mesi, richiede una preparazione particolare e una lunga bollitura prima di consumarla a cucchiaiate sul classico letto di purè di patate. Le prime notizie di questo succulento piatto risalgono al XV secolo, quando un tale Domenico venne accusato di aver usato sale di contrabbando per fare "salami alla ferrarese".Il merito della salama da sugo sta proprio nella sua materia prima, ovvero la carne di porco. Letterati e storiografi hanno ricordato questa specialità nei loro scritti.



»Salame all'aglio: ha origini ataviche ed è certamente un tipico prodotto ferrarese. La data di nascita risale al 1383. Gli ingredienti principali sono le parti migliori del maiale (lombi, prosciutti); sale; pepe; aglio e vino.





»Salama da tai: di forma sferica proprio come la salamina da sugo,deve stagionare parecchio in un ambiente umido e vecchio; da mangiare cruda e quindi non necessita di cotture particolari. Tipico salame proveniente dai paesi vicino al fiume Po.





»Salame "Zia Ferrarese": si distingue dal salame con l'aglio per l'impasto utilizzato, ovvero un budello più tondeggiante e di calibro maggiore per ottenere la pezzatura classica da 3 Kg. Esistono anche altre due pezzature, ovvero qulla da 5 Kg e quella da 1 Kg.





»Cotechino: è una tipica creazione ferrarese come il salame all'aglio e la celebre salama da sugo. Il "Frizzi" e il "Cittadella" ne danno ampia documentazione attorno al 1400.




- Cacciagione:la caccia è sempre stata molto praticata, sia al tempo dei marchesi, poi duchi d'Este, sia nel periodo pontificio. Nel Palazzo Schifanoia si può oggi ammirare uno splendido dipinto "Partenza per la caccia", che raffigura il Duca Borso durante una partita di caccia.La cacciagione rivestiva un posto d'onore nei grandiosi banchetti. La selvaggina è ancora tutt'oggi cucinata nella zona di Ferrara in modo tale da esaltarne il sapore particolare delle carni: anatra, faggiano, lepre.
»Risotto all'anatrita selvatica:la migliore preparazione di questo speciale risotto viene fatta nel ferrarese, data la vicinanza delle valli di Comacchio.
Altri piatti: lepre arrosto alla ferrarese, lepre alla birra, faggiano al burro, anatra ripiena.



- Pesce: se Ferrara è sinonimo di "salama", Comacchio lo è di "anguilla", preparata in modi infiniti, con la consapevolezza che quella di Comacchio è l'anguilla più famosa d'Italia, sia per la sua grandezza, sia per la delicatezza del suo sapore. Erano i "lavorieri" fatti di carni palustri piantate nel limo, sotenute da grossi pali che formavano la "sacca", nella quale le anguille si imprigionavano. Oggi i "lavorieri" sono stati sostituiti con i più moderni serragli in cemento e acciaio. Piovene, Artusi, gli Estensi e i buongustai consideravano la anguille di Comacchio le migliori d'Italia, tanto da essere ancora oggi cucinata seguendo le antiche ricette.



»Acquadella Marinata: detta anche "latterino", è una conserva ittica del ferrarese a base dell'omonimo piccolo pesce di mare o di acqua dolce, dal caratteristico colore argenteo. Questi pesciolini vengono marinati tra novembre e dicembre, non oltre altrimenti la testa del pesce risulta amara.







»Anguilla: detta la "regina delle valli", è da secoli uno dei principali alimenti della gastronomia ferrarese che, si dice, possa essere cucinata in sedici modi diversi fra zuppe, la graticola e lo spiedo. Senza dimenticare l'anguilla marinata, al centro di una fiorente attività conserviera nella zona di Comacchio, nota come la "Patria dell'Anguilla". Un tempo, era usanza donare, come ringraziamento e in occasione del Natale, un cestello pieno di anguille e cefali.


»Vongole: all'estremo lembo della provincia di Ferrara, si trova la Sacca di Goro, che rappresenta l'habitat ideale di numerose specie ittiche e, in particolare, di vongole e cozze. Il paese di Goro, antico borgo di pescatori, è diventato in poco tempo il punto di riferimento in Italia per la produzione di questo mollusco, il cui corpo morbido e carnoso ben si presta a diverse preparazioni in cucina. La cottura che esalta al meglio il loro gusto particolare è quella più semplice: in padella rovente con olio, aglio schiacciato ed una manciata di prezzemolo, con una cottura velocissima.






»Pesce azzurro: calamarèt", "canocia", "capasenta", "sardoun" sono solo alcune delle specie ittiche che popolano l’Adriatico.



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