DORMIRE VICINO E CONSIGLI.Visitare Ravenna - Bed & Breakfast La Corte di Occhiobello

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LA CORTE
Occhiobello
Casa di Campagna
con piscina.
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VISITARE RAVENNA : Ravenna è apprezzata non soltanto per isuoi splendidi mosaici; in essa sipossono trovare molte altre testimonianze dei tempi passati: leporte sono un esempio del ruolo politico, commerciale e artistico che lacittà ha svolto dal periodo imperiale romano fino al XVI secolo.
Una bella giornata di sole, una mattinata a disposizione, 6/8 amici, e tanta voglia di trascorrere quattro ore insieme chiacchierando, facendo sano movimento, e perché no, anche uno spuntino in uno dei tanti locali caratteristici del centro storico, in
breve: una biciclettata ecosostenibile, (Sant’Apollinare Nuovo – Particolare: sfondo urbano e porta d’ingresso) come oggi si usa dire, ai confini del Centro storico.

Perché la bici? E’ il mezzo più comodo per visitare Ravenna; si può raggiungere qualsiasi destinazione, è facilmente parcheggiabile, e se hai l’accortezza di chiuderla alle rastrelliere potrai continuare ad utilizzarla anche dopo la sosta. Le piste ciclabili in città non sempre soddisfano tutte le necessità dei ciclisti: il percorso proposto si sviluppa anche lungo strade del centro a scarsa percorrenza.



Il percorso proposto (si consiglia di lasciare l’auto nel parcheggio del Mausoleo di Teodorico), parte da Porta Aurea dei Veneziani e si sviluppa in senso antiorario fino a Porta Alberoni; stesso percorso è
consigliato se noleggi la bici in P.le Farini: mentre, se noleggi la bici in Via Salara, potrai iniziare da Porta Adriana. Dal Mausoleo di Teodorico, inforca la bici, procedi sulla pista ciclabile verso il centro città percorrendo
Via delle Industrie e la Circ. alla Rotonda dei Goti fino alla rotonda della Rocca Brancaleone; percorri circa 30 m di Via Rocca Brancaleone (ti consiglio di utilizzare con prudenza il marciapiede dando la precedenza ai pedoni) e sulla destra troverai i resti di: PORTA NUOVA DEI VENEZIANI Detta anche Porta Nuova, fu costruita dai Veneziani per completare le strutture di difesa già svolte dalla Rocca e dalla Cittadella.
Oggi possono essere individuati soltanto i resti della vecchia porta forse demolita nel 1500. Prosegui per Via Rocca Brancaleone (ti consiglio di transitare sul marciapiede lato Rocca) e imbocca Via Venezia percorrendola sul lato sinistro fino all’incrocio con Via di Roma; a poca distanza, sulla destra vedrai: PORTA SERRATA (GIULIA, ANASTASIA, CYBO) Detta anche Giulia, Anastasia, forse dal nome di un’antica Famiglia ravennate, o Cybo, dal nome del Cardinale che nel 1650 ne curò il
restauro dopo il crollo avvenuto trenta anni prima che causò la morte di 20 persone.
Il nome Serrata (chiusa) ha diverse origini, riportiamo quella secondo la quale i Da Polenta la fecero murare per avversare una profezia che li voleva esiliati da Ravenna proprio da questa porta.
Fu riaperta nel 1511 da Giulio II e 70 anni dopo spostata di circa cento
metri per motivi urbanistici.
Sulla mensola dell’arco troviamo lo stemma di Ravenna (con la scritta
“Renovata antiquitas” – L’antico rimesso a nuovo) e sugli stipiti gli
antichi cardini dei portoni.
Imbocca il parcheggio adiacente alla Porta, percorri la pista ciclabile fino in fondo, gira a sinistra in Via
Pier Traversari, Via Galla Placidia, poi a destra in Via San Vitale, Via delle Mura di San Vitale e
arriverai a:
PORTA ADRIANA (AUREA NUOVA)
Prende il nome dagli Adriani, antica famiglia ravennate; è detta anche Aurea Nuova, come riportato sul
frontone, per il riutilizzo nella sua costruzione dei marmi provenienti dalla Porta Aurea, demolita in
precedenza.
Al tempo era il confine tra la campagna e la città nella quale si accedeva attraverso un ponte sul fiume
Montone.
L’attuale costruzione risale al 1583 e fu abbellita e restaurata nel 1857 in occasione della visita di Pio
IX.
Due leoni veneti, mutilati al tempo della Repubblica Cisalpina (fine 1700), si trovano alla base delle
colonne dell’arco principale; sono presenti ancora alcuni cardini dei vecchi portoni e sul basamento delle
colonne è stato scolpito il pino, simbolo di Ravenna.
Ai lati della porta si trovano i resti delle antiche fortificazioni delle mura; in un piccolo giardino trova
posto il monumento in ricordo del Sindaco D’Attorre.
Attraverso la zona pedonale di Via Cavour, Via Matteotti, Piazza XX Settembre, Via G. Rasponi (Piazza
Kennedy), arrivi in piazza Duomo; sul retro della Cattedrale all’interno del giardino dell’Arcivescovado (i
giardini non sono aperti al pubblico, ma la torre è visibile da Via De Gasperi, all’altezza del parcheggio
ACI, raggiungibile attraverso Piazza dell’Arcivescovado e Via Canneti) troverai la torre circolare che
costituiva:
PORTA SALLUSTRA
Costituisce una delle due porte (l’altra era la così detta
Pusterula Latronum) del cardo che attraversava l’Oppidum
Municipale, a forma di Castrum romano, del primo nucleo
cittadino attribuito all’Imperatore Tiberio Claudio.
Dell’antica porta oggi rimane una sola torre risalente al I
secolo e sopraelevata nel VI; la torre è oggi parte
integrante del Museo Arcivescovile ed in essa trova
collocazione la Cattedra d’avorio.
Ritorna sui tuoi passi in Piazza Duomo, percorri Via di Porta Aurea e raggiungerai le Mura della Città
dove si apriva:
PORTA AUREA
Prende il nome dalla ricchezza delle decorazioni che la costituivano;
oggi non è più esistente, alcuni resti (patère) si trovano presso il
Museo Nazionale.
E’ stata eretta nel 43 d.c., come arco di trionfo in onore
dell’Imperatore Tiberio Claudio; costituiva una delle due porte del
decumano (l’altra era la Porta Asiana) dell’Oppidum Municipale; fu
demolita nel 1582 e i marmi riutilizzati nella costruzione di porta
Adriana e porta Serrata.
I disegni (attribuiti a Sangallo, Palladio, Padre Coronelli) la
rappresentano a due archi con trabeazione e timpani, il tutto
sormontato da una galleria. La porta era completata da due torri
laterali.
Voltando a sinistra, percorri Via Circ. al Molino lungo le mura, all’altezza del torrione percorri Via di
Porta Gaza, raggiungerai:
PORTA GAZA
Prende il nome dall’antica famiglia dei Gazo che, nei pressi, aveva la propria dimora fortificata; ebbe
notevole importanza per il sistema di fortificazioni della Città.
Le prime origini risalgono al 1186 fu rifatta nel 1750 dall’Arcivescovo Guiccioli ed utilizzata fino
all’inizio del ‘900 come porta di ingresso di una polveriera dell’esercito.
Percorri Via S. Teresa, raggiungi Piazza D’Annunzio, Via Rondinelli, Via Baccarini, in fondo troverai:
PORTA SAN MAMA
Prende il nome dalla chiesa di San Mamante che sorgeva nei pressi; risalente al secolo XI, era posta su
una delle due rive del fiume Padenna; l’aspetto attuale è dovuto alla ricostruzione del 1613 voluta dal
Cardinale Rivarola.





Faceva parte di un imponente sistema di difesa (Bastioni) ed ebbe notevole importanza difensiva
durante la battaglia di Ravenna del 1512 con le truppe francesi.
Vicino a porta San Mama percorrendo Via Dé Tomai potrai raggiungere la vicina:
PORTA SISI (URSICINA)
L’attuale denominazione ha
diverse origini, riportiamo
quella secondo la quale
deriva probabilmente
dall’antico nome Ursicina
(strada che conduceva a
Sarsina).
Esistente fina dal 1000,
l’attuale architettura
dorica, con due colonne in
granito, risale al 1568; nel 1885 fu arricchita con la lunetta in ferro
battuto proveniente da San Vitale.
Spalle a Porta Sisi, in fondo a Via Castel San Pietro scorgerai il vicino:
PORTONACCIO DI BORGO SAN ROCCO (GONZAGA)
Pur avendo tutte le caratteristiche di una porta, non costituisce accesso all’interno del perimetro delle
mura.
Posto all’inizio della strada che conduce a Forlì lungo il fiume Ronco, fu costruito, su disegno del
Morigia, nel 1785, come arco celebrativo, per volere del Cardinale Valenti Gonzaga.
Ritorna indietro per Via Castel San Pietro, imbocca sulla destra Via Renato Serra, in fondo sulla
sinistra vedrai:
PORTA NUOVA (GREGORIANA, PANPHILIA)
Fu costruita nel 1580 in onore di Papa Gregario XIII e restaurata
nel 1653 su disegni attribuiti al Bernini,
La denominazione Porta Nuova ha sempre prevalso sulle altre due e
deriva dal fatto che è stata costruita in sostituzione della vicina
Porta San Lorenzo.
Presso la porta terminava il canale navigabile Panphilio, aperto come
collegamento con il vecchio porto Candiano.
Varie lapidi ed iscrizioni ricordano la storia della porta; la lunetta in
ferro battuto, posta sotto l’arco, proviene dalla vicina Porta
Alberoni demolita nel 1885.
Un busto marmoreo, raffigurante Innocenzo X, attribuito al Bernini,
è stato rimosso nel 1758 e collocato nel Museo.
Costeggia i Giardini pubblici lungo Viale Santi Baldini e all’ingresso del condominio, al n° 13A, troverai i
resti di:
PORTA SAN LORENZO
Risalente ai tempi della costruzione delle mura (V – VI
secolo) fu rimaneggiata intorno al mille; i resti dell’antica
porta costituiscono oggi il portone di ingresso di un
condominio.
Prosegui in avanti, supera Via Gradisca e vedrai lungo le
mura i resti di:
PORTA VANDALARIA
Risalente al V – VI secolo, oggi rimane evidente la traccia dell’arco e alcuni resti in marmo rosso di
Verona.
Percorri Viale
Santi Baldini
fino a Via
Alberoni, sulla
destra poco oltre il passaggio a livello della Ferrovia era ubicata:
PORTA ALBERONI (CORSINI)
Costruita dal Cardinale Alberoni nel 1739, come accesso alla Darsena
del canale Corsini, fu completamente demolita nel 1885; rimangono la
lunetta in ferro battuto, che si trova sull’arco di Porta Nuova, e i
cancelli in ferro che costituiscono oggi l’ingresso del Teatro Rasi.
Terminato il giro delle Porte di Ravenna, ti attendono alcuni minuti di bici per ritornate al parcheggio
del Mausoleo di Teodorico; ti consiglio di attraversare la ferrovia e percorrere la pista ciclabile di Via
Darsena.
 
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